Monte Carone - Sentiero attrezzato A. Tosi

Stavolta parlo di un’escursione molto più soft, svolta in una zona a me sconosciuta ed oggi esplorata per la prima volta.


Visualizza Monte Carone in una mappa di dimensioni maggiori

Siamo sempre prossimi al comprensorio dell’alto Garda, però ci spostiamo più a sud, sul confine delle Prealpi Lombarde, Gruppo Valvestino. Il nostro obiettivo è il Monte Carone e il sentiero attrezzato Agostino Tosi.

Estratto mappa Kompass
Raggiungiamo Passo Nota seguendo un percorso che prevede il passaggio dal paese di Vesio e il transito lungo la stretta, ma abbastanza agevole, stradina asfaltata che corre lungo la Valle di Bondo. Lasciamo l’auto in un piccolo spiazzo proprio sotto il Rifugio degli Alpini e ci incamminiamo lungo la strada forestale che coincide con il sentiero n. 421.
Mentre avanziamo seguendo le indicazioni per Passo Guil (nostro riferimento per la giusta direzione), ci gustiamo un ambiente particolarmente ricco di vegetazione, che in questo periodo esplode di fioritura primaverile. Stupendi gli scorci panoramici che si possono ammirare già lungo questo tratto di sentiero.
Dopo circa 45 minuti, passati camminando con passo tranquillo, giungiamo in prossimità di un promontorio panoramico, dove scorgiamo, sulla sinistra, il sentiero n. 105… il nostro obiettivo.
Inizia ora la vera salita, che ci porta a due biforcazioni: …noi manteniamo sempre la destra in direzione del “camino”. 
Superato l’ultimo bivio, in poco tempo si iniziano a scorgere i primi resti risalenti alla grande guerra (+1h 20’ dall’auto). Alcuni gradini in pietra sono poi il preludio ad uno stretto canalone, ovvero il tratto tecnico e caratteristico di questo sentiero.  
La salita è molto ripida, ma si procede con relativa facilità, grazie ai molti gradini scavati nella roccia e all'ausilio di un cordino d’acciaio che funge da corrimano di sicurezza. Nel punto più stretto si ha proprio l’impressione di salire lungo un caratteristico camino roccioso… presumo che sia per questa particolarità che questo tratto di sentiero attrezzato prende il nome di “camino”.
La risalita del canalone dura poco (circa 15 minuti), dopodiché ci ritroviamo sul tratto finale del sentiero che conduce alla cima. Eccoci in prossimità della sommità… sulla destra (direzione sud) si può deviare verso un pulpito panoramico, dal quale si può godere di una splendida vista sul Garda e sul comprensorio del Baldo (vedi foto sotto), mentre verso sinistra (direzione nord) si sale verso la croce di vetta.
In tutta la zona si possono notare le rovine dei vecchi insediamenti della grande guerra, mentre percorrendo il sentiero di crinale, si può giungere all'altra estremità della sommità, dove è ancora presente una vecchia postazione d’artiglieria.
Prendiamo quindi la via del rientro, seguendo le indicazioni per Baita Segala. Il sentiero che segue è molto tranquillo, grazie ad una discesa che non si rivela mai impegnativa, e ci conduce, in circa mezzora, sulla strada forestale, ovvero il sentiero 421.
In poco tempo giungiamo a Baita Segala, ovvero un bivacco assai confortevole e ben tenuto, eretto e gestito dal Gruppo ANA di Limone sul Garda. Molto suggestiva la vicina chiesetta dedicata a San Giovanni Nepomuceno.
Il successivo tratto di percorso si svolge sempre sul 421; chiudiamo l’anello, iniziato con il sentiero 105, e in 40 minuti siamo a Passo Nota.


Conclusioni:
un comprensorio davvero ricco di natura e di storia, che, per la varietà di sentieri, si presta ad essere visitato da tutti: dalla famiglia che cerca la passeggiata in un ambiente montano, ma senza affrontare eccessivi dislivelli, all’escursionista più esigente che vuole spingersi in qualcosa di più tecnico.
A mio avviso, l’itinerario che abbiamo scelto noi è un giusto compromesso per chi vuole unire la tranquillità di una passeggiata in montagna, ad un breve “strappetto” per gustare un po di sana “fatica montanara” :-) … e assaporare un po di storia unita a splendidi paesaggi.
Il famoso “camino” del sentiero 105, ovvero il tratto più tecnico del percorso, è davvero facile e messo in sicurezza da un comodo corrimano in acciaio. Si tratta però pur sempre di un sentiero attrezzato e quindi con dei potenziali rischi. Non è particolarmente esposto, però in alcuni punti potrebbe risultare problematico per chi è molto sensibile alle vertigini.
Aggiungo che il tratto del canalone è aggirabile seguendo un’alternativa segnata ad un bivio... questo tratto però non lo abbiamo verificato.
Concludo con il solito consiglio stagionale: tracciato percorribile tutto l’anno… da evitare il tratto più tecnico del 105 in caso di neve.

Riassunto:
Zona geografica: Prealpi Lombarde - Gruppo Valvestino
Località di partenza - arrivo: Passo Nota (1.208m)
Meta dell’escursione: Monte Carone (1.621m) - sentiero attrezzato Agostino Tosi
Quota partenza: 1.208 m
Quota massima: 1.621 m
Dislivello: circa 410 m
Dislivello totale salita: circa 550 m
Ore totali: circa 4h (esclusa sosta pranzo)
Sentieri utilizzati: 421, 105
Difficoltà escursionistica: EE
Data di uscita: 21 maggio 2014
Periodi consigliati: tutti (eccetto con presenza di neve)
Giudizio finale: Molto bella

Via del 92° Congresso

Dopo esattamente cinque anni torniamo ad affrontare una VIA alpinistica... allora ci divertimmo lungo il percorso alpinistico Massimiliano Torti, oggi abbiamo “assaporato” la via denominata del 92° Congresso.

Estratto mappa Kompass
Rimaniamo nel comprensorio dell’alto Garda, come per la precedente esperienza, ma ci spostiamo verso Arco, e più precisamente in corrispondenza della dorsale sud-est del Monte Baone.


Visualizza 92° Congresso in una mappa di dimensioni maggiori

Lasciata l’auto in un parcheggio posto nella frazione di Chiarano di Arco, prendiamo la direzione delle Placche di Baone, attraversando dapprima le strette viuzze del paese, per poi inoltrarci lungo una stradina che sale fino a fiancheggiare la falesia sede di alcune vie di arrampicata. Le indicazioni sono chiare e ci consentono di giungere, in una ventina di minuti, presso un pianoro coltivato ad oliveto, dove una chiara segnaletica mostra la direzione per l’attacco della via del 92° Congresso. Pochi passi e ci siamo.
Iniziamo la salita seguendo i segni bianco-rossi presenti sulle rocce, destreggiandoci lungo quello che appare un grosso e sassoso spigolo, con passaggi di 1° e 2° grado. Dopo questo antipasto, si giunge ad un primo e breve tratto pianeggiante, che ci permette di riordinare le idee, riprendendo nel contempo un po di fiato… gustando anche lo splendido panorama che si può ammirare durante tutta l’arrampicata.
Riprendiamo a salire per poi trovare, di li a poco, un traverso abbastanza articolato ma semplice, che conduce ad una paretina dove ci aspetta un III° grado (aggirabile sulla sinistra). L'ascesa non impegna molto, sia per la brevità, che per la tipologia di roccia, che risulta solida e ricca di appigli naturali. Un piccolo pianoro ci fa riprendere ancora fiato.
Il tratto che segue è abbastanza semplice e ci conduce alla successiva arrampicata, abbastanza articolata, fatta anche di piacevoli passaggi di II° grado.
Superato il successivo brevissimo sperone roccioso (III° grado), affrontiamo ancora una serie di passaggi tecnici e divertenti (II° grado e un III° grado, anche quest’ultimo facilmente aggirabile sulla sinistra).
La via da ancora un po di tregua, salvo poi riproporsi con il punto forse più impegnativo dell’intera escursione: un traverso tecnicamente non impegnativo, ma molto esposto. Qui decidiamo però di non proseguire, perché con la nostra attrezzatura non potevamo metterci in sicura in modo adeguato.
Decidiamo quindi di aggirare l’ostacolo, imboccando un sentiero che punta verso ovest, per poi deviare nella giusta direzione nord attraverso una via alternativa.
Saliamo ora lungo un percorso che si snoda lungo semplici roccette, con passaggi per lo più di I° grado, seguendo degli omini di pietra che ogni tanto si incontrano durante il cammino.
Pochi minuti dalla deviazione ed incrociamo nuovamente un segno bianco-rosso… ci siamo ricongiunti con la via precedentemente abbandonata. La salita è però terminata… il tracciato spiana e in cinque minuti raggiungiamo la croce che segna Cima Baone. Ci concediamo una pausa ristoratrice davanti ad un panorama davvero stupendo (vedi foto sotto).
Per il rientro si percorre il sentiero che corre ancora verso nord, fino ad aggirare una recinzione metallica. Seguiamo sempre le indicazioni per le Placche di Baone, fino a deviare decisamente verso sud ad un bivio dove però non sono presenti segnaletiche.
Avanziamo fino a tornare a vedere l’alto Garda, mentre il percorso del sentiero diventa articolato, ma sempre abbastanza ben segnalato.
La discesa inizia veramente a farsi “sentire” una volta giunti in prossimità di un cantiere per l’installazione di nuovi tralicci, ovvero quando si incontra un fondo roccioso e pendente, dove ci si può aiutare grazie a dei cordini metallici.
Aggiriamo alcune casette, per poi iniziare un vero sentiero attrezzato, preludio al fiancheggiamento e superamento delle Placche di Baone. L’anello è chiuso.

Panoramica da Cima Baone

Conclusioni:
questa escursione si potrebbe davvero riassumere in poche parole: bella e nello stesso tempo semplice e divertente arrampicata in un contesto suggestivo e panoramico.
La via è tecnicamente facile e ritengo sia anche un’ottima palestra per iniziare a prendere confidenza con la progressione su roccia. I passaggi infatti, non si spingono mai oltre il III° grado (pochi e per brevi tratti), la  roccia è lavorata e molto abrasiva e l’intera salita è intervallata da normali sentieri che permettono di riprendere fiato e “riorganizzare” le idee.
L’ascesa, contrassegnata da segni  bianco-rossi, è poi semplificabile grazie alla possibilità di aggirare i punti più difficili. È successo anche a noi in corrispondenza del tratto più insidioso della via, ovvero il traverso esposto che ci ha colto tecnicamente impreparati (mancanza attrezzatura) ad affrontarlo in sicurezza. Comunque, su diversi passaggi, è possibile fare sicura utilizzando gli arbusti e le molte clessidre. Consiglio comunque di munirsi di un paio di chiodi da utilizzare per il “famoso” traverso esposto.
Concludo con un mio suggerimento: pur nella sua bellezza e semplicità tecnica, il percorso non è paragonabile ad un sentiero attrezzato, in quanto è a tutti gli effetti una via alpinistica; è quindi da affrontare con la giusta coscienza delle propria preparazione tecnica e fisica. A mio avviso da evitare nei periodi più caldi.

Riassunto:
Zona geografica: Alpe di Ledro - Garda
Località di partenza - arrivo: Chiarano di Arco (TN)
Meta dell’escursione: Monte Baone - Via del 92° Congresso
Quota partenza: 100 m
Quota massima: 480 m
Dislivello: circa 380 m
Dislivello totale salita: circa 420 m
Lunghezza percorso: circa 4.6 km
Ore di salita (sola via arrampicata): circa 1h 30’
Ore totali: circa 3h 30’ (esclusa sosta pranzo)
Sentieri utilizzati: Via del 92° Congresso
Difficoltà escursionistica: EEA
Difficoltà alpinistica d’insieme: PD
Data di uscita: 17 maggio 2014
Periodi consigliati: tutti esclusa l’estate
Giudizio finale: Molto bella