Anche stavolta siamo andati alla ricerca di un’uscita semplice ma allo stesso tempo emozionante. L’escursione che vado a descrivere infatti, ci ha permesso di “assaporare” scorci di paesaggio davvero suggestivi, pur rimanendo dentro parametri di difficoltà molto ridotti.
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La meta è 'Cima Trappola', ovvero la vetta più alta dei Monti Lessini. Il nostro itinerario parte dalla località sciistica di San Giorgio, nel comune di Bosco Chiesanuova. Già dal comodo ed ampio parcheggio è possibile vedere il ‘Valon Malera’, lungo il quale si svolgerà parte del nostro cammino. Sulla sinistra del Valon svetta la cima di 'Castel Gaibana', mentre sulla destra è ben visibile il 'Castel Malera', la 'Cima Bella Lasta' e, sullo sfondo, 'Cima Trappola'.
Ci incamminiamo lungo una stradina che segna l’inizio del sentiero n. 287. Salendo percorriamo in parte le piste da sci, che sembrano malinconicamente in attesa di essere imbiancate da un po di neve. Il percorso lungo il Vallon è molto semplice e consente anche dei “fuori pista” in assolta tranquillità.
In quindici minuti siamo in prossimità del grosso masso che segna il bivio per il ‘Buso del Valon’ e ‘Castel Gaibana’… lo superiamo e dopo altri cinque minuti il sentiero devia in direzione ‘Passo Malera’, passando a nord di ‘Castel Malera’.
Il successivo bivio si trova dopo circa 10 minuti, quando giungiamo in prossimità di una forcella, dalla quale è possibile proseguire in direzione di passo Malera oppure svoltare verso 'Cima Trappola'. Svoltiano quindi per inerpicarci lungo un versante a prato e in poco tempo ci possiamo già deliziare la vista con un bel panorama verso la Presanella e il Brenta.
Continuiamo la salita tra la vegetazione di montagna che ora si infittisce e ci accompagna fino a giungere a Cima Bella Lasta. Da qui si può vedere chiaramente il crinale che conduce a 'Cima Trappola'.
Si scende un po per poi, ad un bivio, proseguire verso nord lungo il sentiero che in circa dieci minuti ci porta alla nostra meta. Ecccola. Da qui la vista spazia: a nord il gruppo del Carega, a sud le valli di Revolto e di Illasi, ad est i monti Zevola e Terrazzo, mentre ad ovest, in lontananza, Altissimo, Presanella e Brenta, il tutto "condito" con il bel colpo d’occhio delle nebbie che sembrano un mare imbiancato.
Scendiamo quindi lungo il versante nord-ovest, tra i pini mughi e con un fondo abbastanza ghiacciato. Troviamo anche un vecchio cippo di confine, che segnava il limite del territorio Austro-Ungarico. Deviamo quindi verso ovest e lasciamo la vegetazione per tornare sui prati del Valon.
Ricomincia la salita; sulla destra abbiamo ora la profonda spaccatura che segna il confine della Val dei Ronchi, mentre sulla nostra sinistra è ben visibile il pozzo carsico denominato 'Buso del Valon', un tempo utilizzato come riserva estiva di ghiaccio, oggi meta degli speleologi che lo scelgono come escursione semplice e suggestiva. Di fronte a noi la parete rocciosa che “forma” Castel Gaibana e dopo un ultimo sforzo siamo al vecchio ‘Osservatorio panoramico’, dal quale si può ancora godere di splendidi panorami: a nord ancora il 'Gruppo del Carega', ad ovest il 'Monte Tomba', il 'Monte Castelberto', il 'Monte Sparavieri', con sullo sfondo il 'Gruppo del Baldo', l’Altissimo, il 'Carè Alto', la 'Presanella' e le 'Dolomiti di Brenta'…; ad est 'Cima Trappola', che svetta sopra la parte terminale del 'Valon Malera' (vedi foto sotto).
Alle nostre spalle il sentiero che conduce alla sommità di Castel Gaibana, con la stazione di arrivo della seggiovia e il rifugio (1.806m) che prende il nome dal monte che lo ospita. Ora ci aspetta la discesa finale. Semplice: un po lungo la pista da sci, un po lungo una simpatica variante “fuori-pista”, poi ancora pista da sci, per terminare poi lungo il prato che “picchia” direttamente verso il parcheggio iniziale.
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| Gruppo del Carega |
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| Monte Tomba, Monte Castelberto, Monte Sparavieri, con sullo sfondo il Gruppo del Baldo e l’Altissimo |
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| Carè Alto, Presanella e le Dolomiti di Brenta…sotto la Val dei Ronchi |
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| Cima Trappola e la parte terminale del Valon Malera |
Conclusioni:
quella che ho descritto è un’escursione facile e senza pretese, ma che nella sua semplicità offre davvero dei panorami suggestivi. È una delle classiche uscite che si possono organizzare sui Monti Lessini e che risultano fattibili sia nel periodo estivo che in quello invernale. In passato infatti, ho avuto più volte modo di apprezzare questa parte di territorio anche con la neve e le ciaspole, e devo dire che anche imbiancata questa Montagna ha il suo fascino… anzi, a mio avviso la neve da ai Monti Lessini quel tocco di magia in più.
Riassunto:
Zona geografica: Monti Lessini
Località di partenza: San Giorgio di Bosco Chiesanuova (VR) (45° 41' 7.55"N, 11° 05' 12.07"E)
Meta dell’escursione: Cima Trappola (1.865m)
Lunghezza percorso: circa 5 km
Dislivello max: circa 370 m
Ore percorrenza totali: circa 2h 30’
Sentieri percorsi: n. 287 e sentieri vari anche non segnati
Grado di difficoltà: E - per tutti
Giudizio finale: bella






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