Sovente si dimentica che il bello di un'escursione sta, soprattutto, nel provare piacere vivendo la particolarità e l'unicità di un determinato comprensorio, lasciando che siano la curiosità e la natura a scadenzare il passo, senza forzare tempi e tappe alla ricerca del “di più”. È questo il caso dell’uscita che sto per descrivere, che ho vissuto con piacere, in un ambiente suggestivo, con un percorso che non ha nulla di particolarmente tecnico o avventuroso.
In blu l'andata in giallo il ritorno
Giungiamo sui Colli Euganei e più precisamente al parcheggio del cimitero di Teolo, situato proprio a ridosso del Monte Pendice, detto anche Rocca Pendice. Si avverte molto l'umidità autunnale però, fortunatamente, la giornata è soleggiata e non è affatto fredda.
Prendiamo il sentiero che dal parcheggio sale leggermente in direzione sud-est sotto la boscaglia; il fondo è fangoso e quindi abbastanza scivoloso... non ha piovuto recentemente e questo fa intuire che il sentiero è spesso “poco aderente”, probabilmente a causa dell'esposizione non proprio favorevole.
Qualche centinaio di metri e siamo su una specie di forcella dove troviamo un altro sentiero e un primo bivio; un cartello indica la presenza di pareti rocciose adibite all’arrampicata, mentre alcuni segnavia bianchi-rossi indicano il tracciato del sentiero. Prendiamo la cartina e decidiamo di proseguire a destra, iniziando cosi a salire con più decisione. Il fondo rimane umido, ma la salita è agevolata da alcune opere in legno che facilitano l’ascesa nei punti più ripidi.
Passano solo cinque minuti e giungiamo in prossimità di una parete rocciosa. Siamo ora nel regno degli arrampicatori, che trovano nelle pareti in trachite della Rocca Pendice un luogo ideale per le loro ascese. Il sentiero costeggia la parete rocciosa, fino a giungere ad una selletta sulla cresta dove, sulla destra, spicca una catena metallica che facilita la salita su dei gradoni rocciosi abbastanza scivolosi. La vista su entrambi i versanti del monte è già suggestiva.
Passano solo cinque minuti e giungiamo in prossimità di una parete rocciosa. Siamo ora nel regno degli arrampicatori, che trovano nelle pareti in trachite della Rocca Pendice un luogo ideale per le loro ascese. Il sentiero costeggia la parete rocciosa, fino a giungere ad una selletta sulla cresta dove, sulla destra, spicca una catena metallica che facilita la salita su dei gradoni rocciosi abbastanza scivolosi. La vista su entrambi i versanti del monte è già suggestiva.
Superata la roccia si continua a salire, ora con lo sguardo sulle prime rovine del Castello di Speronella. Aggiriamo prima e risaliamo poi un muro in pietra e giungiamo su un’ampia radura che si trova in mezzo ai resti del castello.
Il sentiero prosegue a lato dei ruderi e ci porta ad un successivo spiazzo erboso, dal quale si può godere di un bella vista sull’alta pianura veneta (peccato per la foschia). Qui sorge anche un altare dedicato ad un giovane che sembra sia scivolato giù dal dirupo. Siamo nel punto più alto del nostro giro sul Monte Pendice e quindi ci godiamo un po’ di panorama prima di riprendere il percorso.
Ora si scende e si giunge a ridosso di un’alta mura e una torre, unici resti ancora ben visibili del vecchio castello. I ruderi ci accompagnano ancora per un tratto di discesa, che ora si svolge con una discreta pendenza su un sentiero molto più asciutto e compatto, fino a giungere ad un’insellatura. Qui siamo ad un bivio dove è ancora necessaria la cartina, in quanto non sono presenti chiare indicazioni sul percorso da seguire. Decidiamo quindi di abbandonare l’idea della discesa sulla nostra destra, per avventurarci lungo la risalita di fronte a noi.
Pochi minuti e siamo su una punta rocciosa, dalla quale si può godere di un altro bel panorama, nel quale spicca la Rocca Pendice alle nostre spalle.
Riprendiamo la marcia lungo un sentiero che ora prosegue tra un continuo sali e scendi lungo il crinale finché, dopo aver superato alcune tracce di costruzioni “umane”, giungiamo ad uno spiazzo dal quale si domina la frazione di Castelnuovo. Una breve ma intensa discesa e siamo sulla strada provinciale, nelle vicinanze di un parcheggio.
Dobbiamo ora dirigerci verso il Monte Pirio e quindi, in mancanza di segnaletica “spiccia”, ci rivolgiamo ancora alla nostra cartina. Decidiamo di “tagliare” lungo un scalinata, che ci fa risparmiare un po di viabilità ordinaria, salvo dover poi proseguire per cinque minuti lungo la provinciale.
Svoltiamo poi in via ‘Cicogna Pirio’. Siamo ancora su asfalto, ma la carreggiata ora è molto più ridotta e il traffico praticamente assente. Alla nostra sinistra si scorge l’abitato di Castelnuovo e il crinale che abbiamo percorso poco prima.
Al successivo bivio svoltiamo a sinistra e, tra i colori autunnali, giungiamo in prossimità di un ristorante. Qui teniamo la destra e imbocchiamo una stradina sterrata e alla successiva biforcazione ancora a destra. Saliamo un po, per poi scendere fino in corrispondenza di un’azienda agricola, dove prendiamo ancora a destra lungo un sentiero che in pochi minuti ci riporta su strada asfaltata.
Mappa alla mano, decidiamo di proseguire lungo la viabilità ordinaria, seguendo un’indicazione dell’Alta Via dei Colli Euganei. Una chiara segnalazione sull’asfalto ci esorta poi a deviare lungo un ripido sentiero, che in una decina di minuti ci conduce sul crinale del Monte Pirio.
Seguiamo ora in direzione nord la linea di cresta, che si presenta abbastanza pianeggiante e ricca di scorci delle sottostanti vallate. Poche centinaia di metri e, superati alcuni grossi massi, giungiamo alla fine del crinale, proprio in corrispondenza di un tratto particolarmente roccioso e panoramico (vedi foto sotto). Decidiamo quindi di “affrontare” una pausa ristoratrice prima di iniziare la discesa.
Si scende quindi, prima lungo un ripido sentiero, poi lungo un erto canalone roccioso, al quale si accede dopo aver superato un bivio e una sbiadita indicazione per l’Alta Via dei Colli Euganei.
Il sentiero spiana alla base della parete rocciosa, supera una palestra di roccia del CAI, scende lungo un tratto pieno di massi abbastanza scivolosi, per terminare in una stradina nel bosco.
Da qui ci affidiamo nuovamente alla cartina, grazie alla quale percorriamo il successivo tratto di campagna. Troviamo quindi, proprio in corrispondenza di una stradina di campagna, il bivio con il sentiero che riprende a salire attraverso la boscaglia, fino a sbucare su una via sterrata in corrispondenza di un’abitazione.
Manteniamo la destra ad una biforcazione e percorriamo poco più di un chilometro su strada carrabile, aggirando il lato est della Rocca Pendice, fino a scovare, in corrispondenza di una sbarra in legno, il tracciato giusto che risale il versante del monte. Nemmeno il tempo di ri-ambientarci alla salita, che incrociamo un sentiero in corrispondenza di una parete rocciosa; destra e dopo un centinaio di metri siamo al primo bivio percorso in mattinata. L’auto è ormai a pochi passi. Una foto finale alla Rocca Pendice è d’obbligo, dopo un’escursione che lascerà sicuramente un bel ricordo.
Conclusioni:
eh si, questa escursione ci ha lasciato sicuramente un ricordo positivo. Fa parte di quel genere di uscite che, nonostante la durata ridotta, consentono ugualmente di soddisfare il “bisogno di trekking immersi nella natura”.Mi è piaciuto in modo particolare il Monte Pendice, per l’ambiente secondo me più suggestivo, amplificato da quel carico di storia e di mistero che ho avvertito nell’attraversare le rovine del castello di Speronella.
Ma tutto il giro è stato piacevole, in un contesto collinare davvero unico, che vale la pena di esplorare sia a piedi, sia in bici. Cito la due ruote perché la zona è ricca anche di percorsi per gli amanti della mountain bike… e forse prima o poi torneremo sui Colli Euganei nelle vesti di ciclisti.
Concludo con un appunto: anche se non ci sono dislivelli o difficoltà particolari da superare, bisogna pianificare con un po di attenzione il percorso che si vuole seguire. Nella zona infatti, la rete di sentieri e percorsi non sempre è ben segnalata ed è quindi consigliabile portare con sé una mappa del comprensorio, che può aiutare molto in fase di orientamento, sopratutto se si scelgono tracciati alternativi.Riassunto:
Zona geografica: Colli Euganei
Località di partenza: cimitero di Teolo (PD) (45.340356, 11.678612)
Meta dell’escursione: Rocca Pendice – Monte Pirio
Meta dell’escursione: Rocca Pendice – Monte Pirio
Lunghezza percorso: circa 7 km
Dislivello max: circa 160 m
Dislivello max: circa 160 m
Ore percorrenza totali: circa 3h 30’ (soste escluse)
Grado di difficoltà: E - per tutti (occhio solo alle salite sulla Rocca Pendice e sul Monte Pirio che sono brevi ma abbastanza intense)
Giudizio finale: bella
Giudizio finale: bella


1 commenti:
E pensare che a Roccapendice ci andavo "solo" per arrampicare, grazie per questa dettagliatissima descrizione
Claudia
Posta un commento