Ferrata Sass Brusai

Una bella mattina d'estate ci accoglie lungo la val di san Liberale, mentre stiamo per raggiungere la nostra meta: il ristorante S. Liberale... ovviamente non per banchettare, ma per iniziare la nostra prossima escursione sul Monte Grappa, ovvero la ferrata Sass Brusai.
Dopo avere lasciato l'auto in un comodo parcheggio, iniziamo la salita lungo la facile stradina chiusa al traffico (sentiero n. 151) che parte proprio a ridosso del ristorante. Inizialmente è l'asfalto ad accompagnare i nostri passi, per poi lasciar posto al fondo sterrato che piano piano fa ridurre la carreggiata a poco più di una mulattiera. L'aria frizzantina è perfetta per attenuare la fatica della salita. Si sente che siamo prossimi a ferragosto, perché l'atmosfera è carica del profumo dei ciclamini, che proprio in questo periodo sono nel boom della fioritura.
Ma la salita dura deve ancora venire: dopo circa 30 minuti giungiamo al bivio dove parte il sentiero che conduce all'attacco della ferrata Sass Brusai... ed è un sentiero ripido! Si risale infatti lungo il versante sud del monte Boccaor, dove si percorrono tratti con pendenza molto elevata e con fondo non proprio solido, al punto da rendere particolarmente faticoso l’avanzamento. Fortunatamente questo tratto si svolge tutto nel sottobosco e quindi al riparo dal sole.
Dopo circa 50 minuti di “sudore” siamo finalmente in vista del costone roccioso dove si trova l’attacco della ferrata. Una breve pausa per riprendere fiato e per indossare l’attrezzatura e poi via…
Il primo tratto è uno dei più impegnativi: ci troviamo infatti ad affrontare un diedro, fatto un po a camino, che costringe a risalire in parte in contrapposizione, con una continua ricerca degli appigli più idonei all’arrampicata.
Superati i primi 15 metri tosti, ci troviamo a percorrere una parte di ferrata che alterna passaggi molto vari, con pendii erbosi, creste e risalti di roccia di vario tipo, lunghezza e difficoltà.
Dopo avere superato un salto abbastanza impegnativo che si svolge sul filo della cresta, arriviamo alla Sella del Candidato. Da qui segue una parte di ferrata che si svolge più “in verticale”, ma sempre con passaggi non proibitivi, grazie anche ai numerosi appigli e all’ottima attrezzatura.
Giungiamo quindi ad una piccola selletta incuneata tra le rocce… è passata circa un’ora e un quarto da quando abbiamo iniziato la ferrata… superiamo una brevissima paretina e da questo punto la ferrata cambia ancora fisionomia. Segue infatti una parte di via non attrezzata, che risale il versante superando rocce e terrazzamenti (con passaggi che richiedono anche una certa destrezza), fino a giungere in vista dello spuntone di roccia dove è ancorato il famoso ponte “ex tibetano” (da notare che in questo tratto di salita si incontra un bivio con un sentiero che consente di abbandonare la ferrata, evitando in tal modo la parte finale del tracciato).
Risaliamo con curiosità il roccione che conduce al ponte. Eccolo, tanto decantato quanto solido. Infatti, il vecchio ponte tibetano è stato recentemente sostituito da un attraversamento fatto con assi di legno e cavi di acciaio che, seppur suggestivo (siamo sospesi nel vuoto 15-20 metri sopra il sottostante sentiero), rende la traversata particolarmente sicura.
Attraversato il ponte inizia la parte finale della via. Affrontiamo subito un roccione a punta abbastanza verticale, passato il quale ci troviamo di fronte ad un passaggio impegnativo: un crepaccio da superare con l’aiuto di un cordino d’acciaio, che richiede una certa dose di equilibrio e… sangue freddo.
Ma ecco la fine: una parete particolarmente liscia e abbastanza impegnativa (che può costringere ad issarsi con la sola forza delle braccia), alla base della quale si trova il libro di via. La ferrata termina qui.
Superiamo ora un piccolo boschetto che conduce alla cima del monte Boccaor a quota 1532m, per poi costeggiare le vecchie trincee di guerra alla ricerca di un po d’ombra per la meritata pausa pranzo.
La discesa è semplice: inizialmente seguiamo la traccia del sentiero n. 152 (direzione malga Archeson al primo bivio) e successivamente, dopo una breve deviazione per visitare un appostamento della guerra ricavato dentro uno spuntone roccioso, deviamo verso il n. 153 che ci fa chiudere l’anello e ci riporta all’auto.

 Conclusioni: 
...ci siamo veramente divertiti! È una ferrata molto varia e con un’esposizione modesta… la roccia è solida e con numerosi appigli che rendono il tracciato idoneo anche a chi vuole impratichirsi con le tecniche di arrampicata. Alcuni passaggi si possono classificare come difficili perché richiedono piede fermo e una buona dose di tecnica, però nel complesso la via è sicura, anche grazie all’ottima attrezzatura recentemente rinnovata. Spiace un po per il ponte tibetano che è stato tolto (ma lo capisco… probabilmente a causa dell’incidente mortale che si è verificato su di esso), però anche il passaggio sul nuovo ponte rimane molto suggestivo.
L’avvicinamento è faticoso… quei circa 600 metri di dislivello da superare si sentono, anche perché molti di questi si svolgono lungo un sentiero erto e scivoloso. Proprio per questo motivo mi sento di consigliare di non percorrere questo itinerario in giornate particolarmente calde.
Per ultima (ma non ultima) devo citare la magia di questa parte del Grappa, selvaggia, ricca di natura e di storia… una ciliegina sull’ottima torta della Sass Brusai.

Riassunto:
Zona geografica: Monte Grappa 
Località di partenza: Val di San Liberale - ristorante S.Liberale (Paderno del Grappa) 
Meta dell’escursione: ferrata Sass Brusai – monte Boccaor 
Dislivello max: più di 900 m (più di 300 m la sola ferrata) 
Ore di salita: circa 3h 15’ di cui 1h 45’ la sola ferrata 
Ore di discesa: circa 1h 15’ 
Ore percorrenza totali: circa 5h 30’ 
Sentieri utilizzati: 151, 152, 153 
Grado di difficoltà: EEA – difficile 
Giudizio finale: Molto bella

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