Ciclopedonale “Sarca” – Valle dei Laghi

Torna nuovamente alla ribalta la bici. Stavolta siamo nel Trentino e più precisamente nel territorio che fa perno attorno al fiume Sarca, ovvero la Valle del Sarca e la Valle dei Laghi.

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Dopo aver parcheggiato l’auto in una via secondaria di Torbole, attraverso il paese in direzione di Riva del Garda. Una chiara indicazione (e un “fiume” di ciclisti) segna l’inizio della ciclabile detta “Sarca”. Il tracciato di questa via dovrebbe condurmi fino al paese di Sarche… la imbocco.
La giornata è un po ventosa ma bella. La ciclopedonale è in leggerissima salita ma facilmente pedalabile… basta scegliere il rapporto giusto per le proprie gambe e i metri scorrono piacevolmente, in compagnia del fiume Sarca e del paesaggio che lo circonda.
Dopo circa 5 chilometri termina il primo tratto in sede protetta. Sono ora in un parcheggio con un castello che mi “guarda”… è la periferia di Arco. Mi dirigo (con qualche difficoltà vista la carenza di segnaletica) verso nord nella speranza di ritrovare traccia della ciclabile. Alla fine del paese ecco nuovamente un chiara indicazione in corrispondenza di un ponte stradale sul Sarca… riparte la ciclopedonale.
Poche centinaia di metri e si attraversa il Sarca. Pedalo ora sulla sinistra idrografica del fiume… le piogge del giorno prima hanno reso il corso d’acqua particolarmente cattivo. Quando la ciclabile corre proprio a ridosso della Statale 45bis (bella la mensola costruita a sbalzo sul fiume), è segno che si è prossimi al decimo chilometro, superato il quale ci si ritrova nuovamente a percorrere la viabilità ordinaria, proprio nell’immediata periferia di Ceniga.
Sono ancora in difficoltà perché anche in questo punto la segnaletica scarseggia. Prendo allora per logica la direzione nord e dopo circa un chilometro arrivo a Dro. Attraverso il paese fino alla piazza principale dove mi trovo di fronte ad un bivio. Indicazioni chiare non ne vedo e quindi decido di seguire un ciclista che mi precede e che vedo deviare a sinistra… (Ma la scelta si rivelerà sbagliata… tratto nero in mappa).
Supero l’abitato di Dro, attraverso nuovamente il Sarca; mentre continuo su normale viabilità, noto che la salita inizia ad aumentare e quindi anche l’andatura diminuisce (l’obbiettivo è quello di fare del trekking piacevole senza forzare). Dopo circa due chilometri incrocio la SS 45bis; la imbocco mantenendo la direzione e qui mi accorgo di aver sbagliato strada: sul lato opposto del fiume infatti, scorgo la ciclabile che stavo cercando... acc, forse al bivio di Dro dovevo girare a destra. A questo punto tornare indietro non ha senso e quindi decido di proseguire lungo la statale nella speranza di riprendere al retta via più a  nord.
La costanza viene premiata, perché di li a pochi minuti scorgo una chiara indicazione che segna l’inizio di una ciclabile. Bene. Attraverso ancora il Sarca e finalmente incrocio la ciclopedonale perduta.
L’asfalto fresco e un’indicazione di divieto di circolazione in direzione sud fanno capire che questo tratto è di recente costruzione. Riprendo quindi in direzione nord con la pista apparentemente libera e con la netta sensazione che la salita mi accompagnerà per parecchia strada… aumentando.
Pochi metri ed ecco che, in corrispondenza del cambio di fondo stradale da asfalto a cemento, un nuovo cartello avvisa che la ciclabile è chiusa per lavori. Che fare? Arrivano altri ciclisti che provengono da nord e che mi danno una certa rassicurazione sulla fruibilità della pista. Decido quindi di proseguire.
In questo tratto la salita inizia ad essere impegnativa (la pendenza penso sia prossima se non superiore al 10%). Fortunatamente il pezzo più duro termina dopo poche centinaia di metri e con esso anche il fondo cementato. Compare quindi la terra battuta e ben livellata che mi accompagna attraverso una caratteristica zona boscata, in un simpatico saliscendi (più sali che scendi) che fa apprezzare il fatto di essere su una mountain bike.
Supero il passo dove si trova la segnaletica ‘M. Taglio’ ed inizio il tratto che discende verso la fine dello sterrato. Sono ad un bivio, dove la segnaletica mi invita a proseguire la marcia verso l’abitato di Petramurata lungo una stradina asfaltata. Poche centinaia di metri ed eccomi in paese.
Qui trovo finalmente una chiara indicazione della ciclabile che indica la direzione Sarche… mancano pochi chilometri all’arrivo. Attraverso le viuzze del paese e, in corrispondenza di un recentissimo ponte ciclopedonale che attraversa il fiume Sarca, vedo un’altra ciclabile che corre nella mia direzione. Ho solo un dubbio: perché la ciclabile corre su ambo i lati del fiume? Stavolta decido di chiedere delucidazioni ad un passante che mi suggerisce di rimanere sulla sinistra idrografica del Sarca, ritenuta la più diretta e sicura delle due ipotesi (per la cronaca l’altra ipotesi prevede di percorrere un tratto di viabilità ordinaria).
Quindi niente attraversamento del fiume e seguo diritto per la nuova via. La ciclabile scorre liscia, con una pendenza ritornata “nella norma” che mi da modo di riprendere fiato gustandomi il panorama (vedi foto sotto) nei rimanenti tre chilometri circa che mi separano dalla meta.
Sono arrivato. Girovago un po nel paese indeciso se proseguire oltre. Alcuni nuvoloni però, scoraggiano sul nascere le mie iniziative e decido quindi di ritornare sui miei passi, con l’obbiettivo stavolta di percorrere per intero tutta le ciclopedonali esistenti. Prima però una meritata pausa pranzo, approfittando di una delle comode aree di sosta che si trovano lungo la ciclabile.
La via del rientro è ovviamente più semplice, movimentata solo dalla costante ricerca del percorso esatto. Sintetizzo le varianti che ho fatto per semplificarne la lettura:
La prima variante si riferisce ad un breve bypass prima dell’abitato di Pietramurata (tratto giallo in mappa): ho deciso di svoltare lungo il nuovo ponte ciclopedonale per poi costeggiare il destra Sarca fino al centro del paese dove mi sono ricongiunto con il tracciato dell’andata. Scelta azzeccata perché cosi, a mio avviso, il percorso risulta più logico.
La seconda variante è quella più significativa. Si riferisce al tratto che costeggia il sinistra Sarca dal punto dove ho ripreso la ciclabile in costruzione (in prossimità della centrale di Fies), fino a Dro… ovvero il pezzo di ciclabile che non ho trovato all’andata. Questa tratto si divide in due parti distinte: una in fase di ultimazione, anche se con fondo già asfaltato e perfettamente fruibile, caratterizzata dal passaggio nell’area denominata ‘Marocche di Dro’ e da una prevalenza di discesa, l’altra, già datata, caratterizzata da un percorso abbastanza pianeggiante che, dopo un aver superato zone di campagna e aver costeggiato la solita SS45bis, conduce alla periferia di Dro.
Giunto a Dro, soddisfatto per aver finalmente percorso il tracciato giusto, non è stato difficile ritrovare la piazza “incriminata” dove in  mattinata ho sbagliato bivio, grazie anche alle varie indicazioni che si trovano lungo la strada.
Da qui il percorso ricalca quello già fatto, con un’ultima variante di carattere “vacanziero” all’arrivo a Torbole, dove ho deciso di seguire la ciclopedonale che costeggia il lago.


Conclusioni:
Forse ho reso la descrizione di questa escursione un po troppo prolissa, ma il ricordo piacevole di questa uscita mi ha reso particolarmente loquace. Cerco quindi di riassumere i concetti base con queste conclusioni.
La ciclopedonale ‘Sarca’ è lunga circa 24 chilometri e si svolge lungo un tracciato per molta parte in sede dedicata (tracciati blu e azzurro in mappa) e in parte, in prossimità soprattutto dei paesi di Arco, Dro e Pietramurata (tratti rossi in mappa), lungo viabilità ordinaria.
Si può anche dividere in base alla difficoltà o meglio alla salita: da Torbole a Dro la pendenza è poco significativa ed è quindi percorribile da tutti; da Dro a Pietramurata la salita si fa pesante e a mio avviso è necessario un po più di allenamento.
Ultima nota riguardo la percorribilità: il tracciato in costruzione (tratto azzurro in mappa) non è ufficialmente fruibile e non è ancora del tutto chiaro fin dove arriverà la parte dedicata ai ciclisti, soprattutto nel tratto prossimo a Pietramurata. Questa parte di ciclabile però, è quella che ritengo più interessante, soprattutto per la particolarità del comprensorio che attraversa.
In definitiva il percorso di questa ciclopedonale è molto bello in quanto attraversa un territorio tra i più suggestivi dell'intero Trentino. Qui infatti, si trova un clima che favorisce lo sviluppo della tipica vegetazione mediterranea, ma si incontrano anche intensive coltivazioni a vigneto e frutteto, per non parlare del deserto di pietre detto “delle Marocche” che contraddistingue l’aerea compresa fra Pietramurata, Drena e Dro, oppure della parte storica della vallata rappresentata dai castelli come quello di Drena o di Arco. Il tutto racchiuso dalle suggestive falesie rocciose che corrono lungo la vallata.
Unica nota negativa: a parte l’abbaglio preso dal sottoscritto al famoso bivio di Dro, ritengo che sarebbe utile, soprattutto in qualche punto, qualche cartello segnaletico in più.

Riassunto:
Località di partenza-arrivo: Torbole (TN) – Sarche (TN)
Lunghezza percorso: circa 24 + 24 km
Dislivello max: circa 220 m (in corrispondenza del M. Taglio)
Ore percorrenza: circa 2 h andata e 1h 40’ ritorno
Segnaletica: cartelli segnavia
Grado di difficoltà: per tutti (nel tratto Dro-Pietramurata è richiesto un po di allenamento)
Periodi consigliati: tutto l’anno
Giudizio finale: molto bella

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