Ecco Margone, piccola frazione di Vezzano posta sulle pendici sud-orientali del Monte Gazza a circa 950 metri di altitudine. Sotto di noi risalta un ampio terrazzo prativo e ancora più sotto la Valle dei Laghi. Mentre attraversiamo l’abitato si avverte la precisa sensazione di essere immersi in un ambiente unico, incontaminato e silenzioso. Ma ecco una comoda radura dove poter lasciare l’auto, proprio a ridosso dell’inizio della strada forestale che porta a Malga di Gazza… da qui parte la nostra escursione.Ci incamminiamo lungo la strada forestale. Mentre salgo penso già al titolo di questo post “...quasi ciaspolata sul Monte Gazza”. Pensare al 'quasi' era d’obbligo, vista l’assenza di neve e… le ciaspole messe a riposare sopra lo zaino a mo di zavorra. Scoraggiati? No… la giornata è splendida, l’aria quasi primaverile e siamo felici di poter esplorare questo comprensorio molto naturale, tranquillo e a noi sconosciuto... e poi la cima del monte Gazza fa sfoggio della sua bianca coltre e sembra quasi attenderci per una, magari breve, ciaspolata.
Saliamo con occhio vigile alla ricerca di una scorciatoia, un sentiero che sulla mappa sembra tagliare il versante bypassando il lungo zig-zag della strada forestale. Troviamo una traccia che sembra un comodo sentiero e deviamo senza indugio. La salita ora è più ripida, ma la traccia appare sempre evidente e la direzione sembra giusta.
Dopo circa 10 minuti ecco un vero sentiero, quello giusto: siamo sul sentiero S. Antonino che porta diretto sul Monte Gazza. Mentre saliamo seguendo questo nuovo tracciato, la neve inizia a farsi vedere sempre più copiosa. Il territorio è incontaminato, non c’è traccia di essere umano, solo il segno di passaggi di animali selvatici.
Siamo al capitello dedicato a S. Antonino.... poco più in la una panchina fa pensare di essere in corrispondenza di un belvedere abbastanza frequentato, probabilmente durante la stagione estiva… e infatti da qui si può già gustare un bel panorama con lo sfondo del lago di Cavedine.
Continuiamo a salire mentre la neve comincia a far sparire la traccia del sentiero... iniziamo a sprofondare sempre più frequentemente e l'avanzare diventa sempre più difficoltoso, sopratutto in alcuni passaggi abbastanza “articolati” :-) … speriamo nell’utilizzo delle ciaspole a breve.
E infatti di li a poco ecco che il comprensorio cambia fisionomia: il bosco sparisce per far posto ad una distesa di neve immacolata. È ora di ciaspole. Mentre saliamo il panorama inizia davvero ad essere suggestivo… sullo sfondo compare anche il lago di Garda.
Ma ecco all’orizzonte una chiara indicazione: siamo arrivati sul sentiero n. 602, quello che da Malga Gazza conduce a Cima Paganella. Abbiamo ormai percorso la parte più faticosa del tracciato. Seguiamo ora le tracce lasciate da un mezzo fuoristrada per salire in direzione della sommità… l’idea è quella di raggiungere un passo (passo S. Giovanni o passo S. Giacomo?) che ci faccia godere del panorama sulle due vallate confinanti con il monte Gazza.
Siamo ormai all’inizio del lungo e dolce versante che caratterizza il monte Gazza… davanti a noi inizia un vero spettacolo: la catena del Brenta in tutto il suo splendore (vedi foto sotto). Deviamo in direzione di una piccola baita alla ricerca di un posto dove fare la sosta pranzo, proprio davanti al Brenta.
Rifocillati, proseguiamo in direzione della cresta che sta sopra di noi, sempre con la speranza di poter gustarci un “doppio panorama”. Ci siamo… la vista è davvero splendida (vedi foto sotto). Ma manca ancora la vallata del Lago di Molveno quindi… proseguiamo. La neve si è fatta davvero bella, l’ideale per una ciaspolata e il comprensorio è davvero immacolato. Mappa alla mano, ci rendiamo conto che il lago è alla nostra sinistra, ma per poterlo vedere bisogna scendere più in basso in direzione di uno sperone roccioso. Prendiamo quindi il versante ovest della montagna e dopo una breve ma piacevole discesa (forse rischio di essere ripetitivo ma è una neve fantastica, con una compattezza tale da rendere la ciaspolata divertentissima in tutte le situazioni) giungiamo su quella che dovrebbe essere la traccia del sentiero n. 602… ormai siamo allo sperone… altro splendido panorama!... Pochi metri altro sperone ed altro bellissimo scorcio del Lago di Molveno.
È ora di rientrare… lasciamo le nostre tracce sulla sinistra e prendiamo in direzione del 602. La giornata è davvero bella e camminare in questa distesa bianca trasmette davvero una bellissima sensazione di pace e di relax. Una fermata “contemplativa” ogni tanto è d’obbligo.
Superiamo il sentiero S. Antonino da dove siamo saliti la mattina e di li a poco giungiamo a Malga di Gazza, dove decidiamo di togliere le ciaspole… la strada infatti è ormai quasi visibile e il fondo è praticabile con i soli scarponi.
Pochi minuti di discesa e, giunti al bivio per Malga Bael, abbandoniamo il sentiero n. 602 per prendere la strada forestale. In meno di un’ora siamo di nuovo all’auto.
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| Il Brenta (verso ovest) |
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| Dalla cresta verso sud |
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| Dalla cresta verso est |
Uscita davvero molto piacevole, nata per fare del trekking in un comprensorio tranquillo e a noi sconosciuto. L'unica variante che mi sentirei di apportare è quella del tracciato di andata: l'ideale infatti, è partire direttamente dal paese di Margone e percorre per intero il sentiero S. Antonino; in questo modo si taglia di molto il percorso iniziale e si può dedicare più tempo all'esplorazione della sommità del monte.Dal punto di vista paesaggistico è un’escursione spettacolare, visti i molteplici panorami che si possono ammirare lungo tutta la dorsale del Monte Gazza.
In definitiva mi sento di consigliare il Monte Gazza a tutti, grandi e piccini, allenati e meno allenati, vista la vastità del comprensorio, la varietà di percorsi e la dolcezza di molta parte dei suoi versanti... e la tranquillità che vi si può trovare.
Riassunto:
Zona geografica: Gruppo del Gazza
Località di partenza-arrivo: Margone (TN)
Lunghezza percorso: circa 10.5 km
Dislivello max: circa 750 m
Ore di salita: circa 2h 30’
Ore di discesa: circa 2 h
Sentieri utilizzati: n. 602, S. Antonino, strada forestale del Monte Gazza e fuori pista
Grado di difficoltà: per tutti
Giudizio finale: molto bella



1 commenti:
Innanzitutto complimenti per il blog, ci sono arrivata perchè stavo cercando info sulla ferrata di Valscura.
Il Monte Gazza è la mia seconda casa:) Ci sono molti percorsi alternativi e fuori dal turismo di massa: selvaggia (e spaccagambe) è la salita al passo s.Giacomo, magica è la piana di Malga Bael e di giri te ne potrei dire molti.
Un giro molto lungo, ma che vale la pena di fare, è il giro dei 7 Passi o Paesi: son 22 km di giro, se vai sul mio blog c'è la descrizione.
Inoltre, cosa che per il mio modo di frequentare la montagna è importantissima, lassù vedo sempre moltissimi animali, passo le ore a osservare camosci e aquile.
Da notare poi che il Gazza-Paganella è una delle zone più frequentate dal signore dei boschi, l'orso.
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